mercoledì 24 luglio 2013

Capitolo 23 - Stagione 2 (di Anonimo Mascherato)



23 Ottobre 2013
Monte Olimpo
Ore 5.45

«Ma tu esattamente che poteri hai?»
Sibir osserva l'uomo in grigio, e inarca un sopracciglio.
Sono fermi sul ciglio del sentiero.
L'alba è solo un'impressione all'orizzonte.
Alle loro spalle, Bannon si concede una risata, breve.
«Non badargli» le dice. 
Si sfila lo zaino, fruga al suo interno.
Si avvicina, le allunga una bottiglia d'acqua.
«A Reb i russi non sono molto simpatici», le dice, mentre lei beve.
Sopra di loro, i picchi del monte Olimpo sono avvolti da una spessa coltre di nubi, e nell'aria c'è odore di pioggia.
«L'Olimpo non era scosso da venti né mai bagnato da pioggia, né la neve vi cadeva, ma l'aria vi si spandeva chiara e senza nubi, e su di esso fluttuava un biancore raggiante.»
Tutti si voltano a guardare Valerie, che fa spallucce. «È Omero,» dice.
«Uno che aveva letto solo le guide turistiche,» sentenzia Reb, riprendendo la marcia.
Sottile, la pioggia riprende a cadere.

* * * 

23 Ottobre 2013
Monte Olimpo
Ore 8.49

«E quella cos'è, la Batcaverna?»
Reb si volge verso Libby, ma è Bannon a risponderle.
«La Caverna di Ithakisiou,» le dice.
«La Porta degli Inferi,» sussurra Reb.
«L'ingresso del complesso del controllo del Progetto Pantheon della Hypothetical Inc.» conclude Valerie.
Libby li guarda uno per uno - il vecchio pistolero, la ragazzina pallida, l'uomo in nero dall'aria stanca.
Poi lei e Sibir si scambiano un'occhiata.
La russa annuisce.
«Qual'è il piano?» chiede.
Rebel Yell si volta verso di lei, e la super percepisce i suoi occhi senza vederli, neri nel nero dell'ombra della tesa del cappello grigio, li sente mentre la attraversano portandosi via qualcosa di lei.
Rabbrividisce.
«Il solito,» dice poi lui. «Entriamo, e uccidiamo tutti i cattivi.»
Lei allunga una mano e lo afferra per un braccio, obbligandolo a voltarsi.
«Tu sai come si uccide un dio?»

* * *


9 gennaio 1937
Ore 15.45
Washington DC
Casa Bianca - Ala Est
Sala Proiezione 3

«Come si uccide un dio,» aveva scandito con precisione il professor Andrew Bates, PhD, guardandoli uno per uno.
Il filmato arrivato da Berlino era ancora impresso nelle loro retine, l'uomo volante con la swastika sul petto che volteggiava nel cielo sopra allo stadio olimpionico, per poi scendere come una foglia nel vento, a stringere la mano dell'ometto così simile a Charlie Chaplin.
«Lo colpisci finché non ne può più.»
Risate.
Basso, calvo, con un improbabile paio di baffi, Bates aveva scrutato nel buio della sala, lo aveva trovato, aveva annuito e lo aveva chiamato per nome.
«Mi chiami Reb,» aveva risposto lui.
«Reb,» aveva ripetuto Bates, annuendo. «Lei crede davvero che sia così...» un gesto vago, con le mani. «Semplice?»
«Non ho mai detto che fosse semplice, Doc.»
Altre risate. «E se non fosse sufficiente?»
Reb aveva scrollato le spalle. «Lo si colpisce ancora un po'.»
L'espressione del piccoletto con la cravatta a farfalla si era fatta improvvisamente dura.
«No, signori,» aveva detto Bates, sovrastando il brusio e le risate. «Voi non avete capito nulla.»
Il suo tono era a tal punto glaciale che aveva imposto il silenzio.
«Voi non avete capito che il nazismo non è un sistema politico, è una religione,» aveva detto. «Voi non avete capito che il loro Ubermensch è un dio. E voi non avete capito che l'unico modo per uccidere un dio, è eliminare ogni forma di fede in lui.»
Si era concesso un breve, gelido sorriso sotto i baffi. «A quel punto, Mister Reb, lei potrà colpirlo fino a che non ne potrà più. Solo a quel punto.»


* ** 


23 Ottobre 2013
Monte Olimpo
Ore 10.12

«La cosa che mi ha sorpreso, in tutta questa faccenda,» osserva Bannon, disarmando le guardie svenute e procedendo a legare loro i polsi coi lacci di nylon, "è che nessuno si sia domandato csa faccia esattamente la Hypothetical Inc."
Libby aggrotta le sopracciglia. «Cosa... faccia?»
«Sì, cosa produca,cosa commercializzi, quale sia il prodotto che viene venduto con sopra il marchio della Hypo.»
La velocista si passa una mano sul collo, «Stabilità economica... servizi amministrativi... «
«Idee,» una voce sussurra nel suo orecchio attraverso l'intercom.
«Eh?»
«La Hypothetical vende idee,» sussurra Valerie, perduta chissà dove nel complesso sotterraneo. 
«Esatto,» sorride Bannon, facendo cenno alla velocista di seguirlo.
«E qui l'idea era di solidificare l'economia attraverso la rinascita di una forte identità nazionale,» prosegue l'uomo, camminando rasente al muro lungo il corridoio.
In lontananza, passi pesanti di scarponi da combattimento.
Lui guarda Libby e annuisce.
«Un po' come fece la Thatcher,» dice Valerie.
«Solo che qui, invece di farela guerra agli argentini, si è pensato di riportare i fasti olimpici all'onore delle cronache.»
La voce di Rebel Yell è un crepitio negli auricolari. «La solita soluzione di sempre: quando i problemi paiono insormontabili, ci si crea un dio da adorare.»
Sibir è glaciale. «Non può funzionare.»
Bannon ride.
Gli uomini in nero bloccano il corridoio, ed una figura che li sovrasta di tutta la testa e le spalle si apre la strada fra di loro, avanzando verso Bannon e Libby.
«Può funzionare eccome,» dice. «Se il progetto non viene dirottato.» 
Bannon posa lo zaino, prende la bottiglia dell'acqua, la offre alla donna e quando lei rifiuta, senza staccare gli occhi di dosso dagli avversari, beve un lungo sorso.
«Che il vostro cuore sanguini, mortali,» intona il colosso, «alla presenza di Polemos di Sparta!»
Bannon sospira.
«Certo, come no.»


* * * 

23 Ottobre 2013
Monte Olimpo
Ore 10.13

Sul grande schermo, il colosso che avanza verso l'uomo in uniforme e la ragazza in tuta sembra sovrastarli di ben più dei quaranta centimetri effettivi.
«La ragazza è la velocista dello Start,» sta dicendo Kedives, aspro. «Ma quell'uomo chi è? Indossa una vostra uniforme, mi pare?»
Grant trattiene uno sbuffo.
Kedives è stato utile, finora, ma è troppo volatile per essere un serio assetto nel portfolio di opzioni del Progetto Pantheon.
Dal tablet evoca una cartella. «È un nostro uomo,» ammette. «Bannon. Era a capo di una sotto-sezione dell'unità che si occupava della crisi a Santorini.»
«Un traditore?»
«Un dipendente infedele,» ammette Grant.
«Polemos si prenderà cura di lui,» sorride kedives.
In quel preciso istante, sullo schermo, Bannon abbatte l'Olimpico.
Poi Libby diventa una scia colorata, e infine il monitor mostra solo più un fastidioso effetto neve.
Poi, la porta alle loro spalle esplode, e il pesante battente blindato si schianta sul pavimento di marmo candido con un tuono, sollevando una nube di schegge e polvere.

* * *

23 Ottobre 2013
Monte Olimpo
Ore 10.14

Sibir odia l'inattività.
L'americano strambo l'ha voluta marginalizzare, affidandole questo stupido incarico.
L'intercom le ha portato i suoni della devastazione che i suoi compagni hanno scatenato nella base segreta della Hypothetical.
E lei è qui a girarsi i pollici.
Davvero Bannon ha ucciso un Olimpico con una bottiglia di plastica?
È questo, il significato di quel "universalmente letale" annotato sulla sua scheda dell'Old Timer?
Poi L'intercom crepita.
«Sibir?»
È Reb.
Finalmente.
«Dà?»
«Fai il buio.»
Sorride, e poi, deliberatamente, estendei propri poteri ai generatori elettrici, e piomba l'intero sistema elettrico dell'Olimpo nel nulla.
«Benvenuti nel neolitico, stronzi,» sussurra.
E poi, come da istruzioni, si mette in cerca di bersagli d'opportunità.

* * *

23 Ottobre 2013
Monte Olimpo
Ore 10.17

Reb lascia a Kedives e a Grant un minuto pieno per apprezzare le tenebre.
Per capire che i sistemi di aerazione forzata sono morti.
Che sono morti i monitor della sicurezza.
I computer.
L'uplink satellitare.
Persino gli accendisigari elettrici.
Li lascia lì, al buio, per sessanta secondi interminabili.
«I generatori d'emergenza,» comincia Grant, cercando di mascherare il tremore nella voce.
E Reb, senza bisogno di vedere, gli polverizza un ginocchio con una pistolettata.
Il lampo d'uscita illumina Valerie, che sobbalza.
Poi l'uomo in grigio accende una coppia di flare e li getta sul pavimento, illuminando la sala di marmo candido con una sinistra luce verde.
«Signor presidente,» dice, con un cenno del capo.
Kedives vede la propria vita scorrere davanti ai propri occhi come in un film.
Come dicono che succeda prima di morire.


* * *


23 Ottobre 2013
Monte Olimpo
Ore 10.21

«L'hai ammazzato con una bottiglia di plastica!»
Libby è esterrefatta.
Bannon è seduto a terra, le spalle contro la parete.
Ha l'aria molto stanca.
Alla luce del flare, le rughe sul suo volto lo fanno sembrare scolpito nella pietra.
«Non era duro come credeva!»
Le sorride.
«Vai,» le dice.
Lei è indecisa.
Il corridoio è ingombro di corpi, ma ci sono certamente altri uomini armati, nel complesso.
«Ma...»
«Atteniamoci al piano.»
Lei ride. «Il piano,» dice.
Lui fa una smorfia. «Fin qui ha funzionato.»
Lei annuisce.
«Qui dentro, tu...»
Lui fa un cenno col capo.
«Tranquilla. Da qui dentro non uscirà nulla.»


* * *


23 Ottobre 2013
Monte Olimpo
Ore 10.23

Spencer Grant è occupato a morire dissanguato sul pavimento.
Rebel Yell lo disprezza.
Una pressione opportuna, esercitata con calma, potrebbe rallentare l'emorragia e permettere all'uomo di sopravvivere abbastanza a lungo da rivere soccorsi.
Grant lo sa, ma è troppo terrorizzato e accecato dal dolore per applicare quella semplice nozione.
Non sarà la ferita alla gamba ad ucciderlo, ma la sua mancanza di disciplina.
Kedives, dal canto suo, sembra una larva uscita dall'Ade.
Reb si volta verso Valerie, stranamente aliena nella luce verde.
«È ora, bambina,» le dice.
Lei lo guarda.
«Fai il tuo numero, e poi andiamo a casa,» le dice.
Lei fa un passo avanti, stende le braccia lungo i fianchi.
Kedives trova da qualche parte nella propria anima l'energia per parlare.
«Ma chi diavolo sei, ragazzina?»
Lei lo guarda, con una espressione di infinita compassione.
«Mirate!» sussurra, «O Alala, figlia di Polemos! Preludio alle lance! Alla quale soldati si immolano per il bene della città nel sacro rito della morte.»
Dietro di lei, Reb annuisce.
Può apprezzare la citazione.
«Benvenuto al crepuscolo degli dei, presidente.»

- - -

Capitolo scritto da Anonimo Mascherato








9 commenti:

  1. Molto bello, Reb è sempre una garanzia!!! Ma come viene usata la bottiglia? :)

    RispondiElimina
  2. "Universalmente letale"
    LOL!
    Buono.

    RispondiElimina
  3. Gran bel capitolo, e la squadra è ottima. :)

    RispondiElimina
  4. Splendido capitolo, Anonimo Mascherato! Complimenti!

    RispondiElimina
  5. E' un Team Up che spakka.
    E comunque, 'sti Old Timer, che poteri hanno? XD

    RispondiElimina
  6. non chiederti dove finisce la bottiglia, potrebbe non piacerti la risposta :D

    RispondiElimina
  7. Cavoli, STUPENDO! :D Complimenti!

    Ciao,
    Gianluca

    RispondiElimina
  8. Ottimo team, veramente efficaci! ;)
    Anche se in effetti la bottiglia andrebbe spiegata... xD

    RispondiElimina
  9. Sto applaudendo. A quattro mani. O a sedici, adesso non ricordo. :-)

    RispondiElimina